Amos
q è il
soggetto/oggetto di un transitare senza meta…
L’approccio che si propone transandante, sciamanico e
reomantico.
Transandante in quanto unisce alla pratica
dell’attraversamento una sorta di incuria
esistenziale…
Reomantico perché si prefigge un’irresponsabile quanto
inessenziale divinazione (mantica) dello/nello scorrere (reo)
spaziale e comunicazionale…
Sciamanico in quanto adotta quale specifica modalità
esperienziale un indisciplinato scivolamento interstiziale
tra mondi, realtà, corpi, indentità…
Fallendo e tradendo ogni sua ambizione sia artistica (troppo
compulsivamente “positivista” per abbandonarsi al
flusso del narrare, troppo cervellotico per affabulare) sia
etnografica (troppo in-disciplinato per descrivere e
osservare gli altri, troppo legato al suo infantile sogno
poetico per produrre alcunché di utile), si è scoperto dopo
anni un ibrido malriuscito.
Da questa scoperta nasce l’idea di travasare i propri
resti (R.I.P.!) nella rete e liberarsene, festeggiarne la
morte e proseguire altrove...
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